🎭 CARRASEGARE – Oltre i carri: il fascino oscuro e magico del Carnevale tradizionale sardo
SAN TEODORO – Mentre la macchina organizzativa del Carnevale moderno scalda i motori, con i suoi colori e le sue musiche, esiste un’altra faccia della festa che affonda le radici in un tempo sospeso. È il Carrasegare (carne da tagliare), il carnevale tradizionale sardo: un rito fatto di maschere di legno, pelli di pecora, campanacci e fuliggine.

Un viaggio tra mistero e leggenda che ogni anno richiama migliaia di visitatori nel cuore dell’Isola, ma che per i sardi rappresenta un legame indissolubile con la terra e il sacro.
I guardiani del tempo: Mamuthones e Issohadores
A Mamoiada il carnevale è un rito solenne. Il passo cadenzato dei Mamuthones, appesantiti da trenta chili di campanacci sulla schiena, non è un ballo ma una marcia propiziatoria. Al loro fianco, gli Issohadores con le giubbe rosse lanciano sa soha (la fune) per catturare i presenti: un gesto che un tempo simboleggiava il legame tra l’uomo e la natura.

La lotta tra uomo e natura: Boes e Merdules
Spostandosi a Ottana, la scena cambia. Qui dominano i Boes (il bue), dalle splendide maschere intagliate con fiori della vita, e i Merdules (i padroni), figure grottesche che cercano di domare l’animale. È la rappresentazione eterna del lavoro nei campi, della fatica e del rispetto per il bestiame.

Il volto nero della Barbagia: Thurpos e Sos S’Aghitola
A Orotelli compaiono i Thurpos (i ciechi), con il viso tinto dal carbone e il cappotto d’orbace nero. Si muovono in gruppo, legati tra loro, mimando il lavoro dei buoi o dell’aratura. Poco distante, a Samugheo, i Mamutzones mettono in scena la passione di Dioniso in una danza che sa di terra e di vino.
In un mondo sempre più digitale, il Carnevale tradizionale sardo ci ricorda chi siamo. Non sono “travestimenti”, ma simboli di una cultura agropastorale che non vuole morire. Un patrimonio che dobbiamo custodire, guardando con rispetto a chi, con una maschera di pero selvatico e un pugno di cenere, tiene viva l’anima della Sardegna.
📅 Agenda del Carrasegare: le date da non perdere
Se volete vivere dal vivo l’emozione dei riti ancestrali, ecco i principali appuntamenti di questo 2026:
• Domenica 8 febbraio: Prima grande uscita delle maschere tradizionali in vari centri della Barbagia.
• Domenica 15 e Martedì 17 febbraio: Il clou del Carnevale. A Mamoiada sfilano Mamuthones e Issohadores; a Ottana i Boes e Merdules invadono le piazze.
• Oristano (15 e 17 febbraio): La spettacolare Sartiglia, la corsa alla stella che fonde eleganza equestre e tradizione medievale.
• Tempio Pausania (dal 12 al 17 febbraio): Il grande Carnevale Allegorico gallurese con le sfilate di Re Giorgio.